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giovedì 5 gennaio 2012

I Ventimiglia, Normanni di Sicilia

La storia di una famiglia nobile, talvolta, rispecchia quella di una città intera. Palermo, terra di conquiste e dominazioni varie e frammiste, può essere dipinta nella sua diacronia come la città dalle mille facce. L'epoca aurea della città, sebbene avesse svolto un ruolo non secondario per Punici, Greci e Romani, è contraddistinta dalla presenza Araba (827 d. C.) e in seguito da quella Normanna (1071) e Sveva (dal XIII sec.). 
I Normanni, in special modo, hanno colonizzato la città con un grande afflusso di famiglie nobili Galloitaliche, provenienti dalla Liguria e dalla Provenza francese. Una di queste stirpi nobiliari non può non essere quella dei Ventimiglia (con tutte le varianti parentali e genealogiche, dettate da matrimoni e combine di rito).



I Ventimiglia furono una famiglia Siculo-Normanna di origine ligure molto potente e influente nella storia culturale, politica e economica dell’Isola – e non solo – dal XIII secolo al XIX secolo. Per lunghi tratti della seconda metà del Trecento costituirono un’ampia signoria indipendente, riconosciuta, tra gli altri, dallo Stato della Chiesa, nel periodo dei cosiddetti Quattro Vicari del Regno di Sicilia. Fra i rappresentanti più importanti ed in vista della nobiltà in Sicilia, presero il nome dalla città ligure di Ventimiglia della quale erano conti i cugini del ramo principale. Il ramo trasferitosi in Sicilia, al contrario, proveniva dal comitato episcopale di Albenga, in cui deteneva la contea del Maro e il feudo delle decime episcopali.