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lunedì 18 aprile 2011
Palermo Araba, pianta della città
domenica 17 aprile 2011
Ruggero II e lo splendore di Palermo
Ruggèro II
d'Altavilla, re di Sicilia (? 1095-Palermo 1154). Dopo il brevissimo dominio del fratello Simone (1101-03), succedette nella contea di Sicilia al padre Ruggero I, sotto la tutela della madre Adelaide degli Aleramici di Monferrato. Alla morte di Guglielmo (1127), duca di Puglia, si appropriò della successione riunendo tutti i domini normanni. La formazione di un grande Stato preoccupò il papa Onorio II che, raccogliendo i malcontenti guidati da Roberto II di Capua, cercò con le armi e le scomuniche di impedirglielo; ma Ruggero II lo vinse e lo costrinse a investirlo del ducato (1128). Ridusse all'obbedienza i vassalli e in un'assemblea a Melfi (1129) affermò la propria sovranità. Alla morte di Onorio (1130) appoggiò Anacleto II, eletto dai Pierleoni, contro Innocenzo II, eletto dai Frangipane, e da Anacleto ebbe il titolo di re di Sicilia. Un legato di Anacleto lo incoronò solennemente a Palermo (Natale 1130). Quando le contese tra i due papi condussero l'imperatore Lotario II di Supplimburgo, sostenitore di Innocenzo II, per la seconda volta in Italia, la Puglia e la Campania furono in parte occupate dalle truppe imperiali e dagli alleati (1136); ma appena Lotario si ritirò, Ruggero II, che si era intanto rifugiato in Sicilia, sbarcò a Salerno e attaccò i feudatari ribelli, alleati di Innocenzo II e dell'imperatore. La morte di Anacleto (1138) lo privò di un valido appoggio, ma alla fine ebbe ragione dei feudatari e del papa che sconfisse e fece prigioniero sul Garigliano (1139), ottenendo col Trattato di Mignano il riconoscimento del regno. Le lotte sulla terraferma non lo distrassero dagli interessi sul mare. Come il padre, comprese che il possesso dell'isola implicava il predominio del Mediterraneo centrale. Pertanto fece guerra agli Arabi (conquistò Gerba, 1135; Tripoli, 1146; Gabès, 1148; Bona, 1152) e all'imperatore d'Oriente (1147; occupò Corfù e saccheggiò Corinto, Atene, Tebe, Negroponte). Anche nell'organizzazione del regno seguì le direttive paterne: fu tollerante degli usi, delle consuetudini e delle religioni delle diverse popolazioni che abitavano l'isola, ma instaurò un governo forte e accentrato. Favorì l'economia, la cultura, le arti e le scienze. A Palermo, centro d'incontro della civiltà greca, araba e latina, convennero letterati, filosofi e scienziati da tutta l'Europa. Le leggi e il catasto (1144) testimoniano la saggezza della sua amministrazione, lo splendore delle chiese e di altri edifici la florida civiltà dell'isola.
Sapere.it
Palermo: Castello a Mare
Il Castello a Mare si erge, nella forma in cui oggi è ancora possibile ammirarlo (per la verità molto modesta per via di numerose demolizioni), all'estremità Nord-ovest di Palermo, sulla penisoletta formata dall'insenatura della Cala. Edificato dagli Arabi, era un vero e proprio fortino difensivo: la prima fortificazione difensiva in opposizione agli attacchi via mare.
Pisani, Veneziani ecc.. avevano la possibilità di navigare fin sotto le mura Ovest della città: infatti, il golfo della cala, diversamente dall'estensione odierna, giungeva fino all'attuale Via Roma, dove l'incontro dei due fiumi che circondavano Balarm (questo il nome di Palermo nella pronuncia araba), il Papireto a Nord ed il Kemonia a Sud, creavano una conca in cui era facile sbarcare. Il Castello a Mare oggi presenta numerose differenze rispetto alla sua edificazione (intorno la metà del IX sec. a.C.) poiché nel corso dei secoli ha dovuto subire numerosi bombardamenti e demolizioni. Da Torre-Fortezza, nel XVI sec., divenne residenza dei viceré di Sicilia e in seguito sede siciliana del Tribunale dell'Inquisizione. Numerose costruzioni di segrete e fossati difensivi risalgono proprio a quel periodo. Ri-assunta la funzione difensiva con i Borboni, il Castello subì cospicui attacchi e smantellamenti. Parzialmente demolito con cariche di dinamite per ampliare il porto di Palermo nel 1923, subì ulteriori danni durante la seconda guerra mondiale.
A tutt'oggi sono riscontrabili elementi architettonici ed artistici ascrivibili all'epoca Arabo-Fatimita (i resti del grande Maschio) e Normanna (il torrione).
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