L'alimentazione sana e corretta non fa parte del background del nostro Paese. Siamo (Noi, Italiani) infatti abituati, nostro malgrado, a ridurre, di gran lunga rispetto al fabbisogno del nostro organismo, la frutta, la verdura e gli ortaggi dal nostro menù quotidiano. Una bruttissima abitudine che determina una situazione di cui non si deve, e non si può, gioire: gli italiani tendono all'obesità (inteso in crescita percentuale annuale) e sempre di più all'accumulo di grasso in eccesso.
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martedì 30 aprile 2013
Obesità e peso in eccesso: fattori determinanti per la durata della vita
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lunedì 17 dicembre 2012
SEO Palermo, un'ottimizzazione siti web ad hoc per il tuo business online
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giovedì 2 febbraio 2012
Meteo, Neve è Emergenza
La Neve imperversa in questa settimana a cavallo tra Gennaio e Febbraio. Il Gelo preoccupa tutta l'Italia, le Scuole del Nord e del Centro Nord a rischio chiusura già da domani 2 Febbraio.
L'Italia è in ginocchio: Autostrade bloccate per chilometri, gelo che blocca aeroporti e treni, una nazione impreparata ad accogliere il ciclone nordico proveniente dal mar del Nord.
Disagi creati dalla neve hanno causato anche rinvii delle partite di serie A: a Siena, a Genova e a Bologna si è fortunatamente deciso di bloccare i match di questa sera, sull'onda di Parma-Juventus di ieri. Il Gelo raggiunge anche il centro Sud: tra domani e dopodomani il freddo raggiungerà anche la Sicilia.
Sono previste temperature bassissime anche nelle isole del Tirreno, forte vento a bloccare i trasporti via mare.
Il maltempo, la neve e il gelo non cesseranno di affliggere l'Italia neanche nel fine settimana.
Previste piogge intense e neve in Calabria e Puglia, in Sicilia venti molto forti e pioggia abbondante specie Domenica. Il mezzogiorno in ginocchio e a rischio alluvioni.
L'Italia è in ginocchio: Autostrade bloccate per chilometri, gelo che blocca aeroporti e treni, una nazione impreparata ad accogliere il ciclone nordico proveniente dal mar del Nord.
Disagi creati dalla neve hanno causato anche rinvii delle partite di serie A: a Siena, a Genova e a Bologna si è fortunatamente deciso di bloccare i match di questa sera, sull'onda di Parma-Juventus di ieri. Il Gelo raggiunge anche il centro Sud: tra domani e dopodomani il freddo raggiungerà anche la Sicilia.
Sono previste temperature bassissime anche nelle isole del Tirreno, forte vento a bloccare i trasporti via mare.
Il maltempo, la neve e il gelo non cesseranno di affliggere l'Italia neanche nel fine settimana.
Previste piogge intense e neve in Calabria e Puglia, in Sicilia venti molto forti e pioggia abbondante specie Domenica. Il mezzogiorno in ginocchio e a rischio alluvioni.
sabato 21 gennaio 2012
Movimento dei Forconi, per Monti non è Rivolta
Mario Monti ha fatto sapere che la prossima settimana incontrerà il governatore della Sicilia Raffaele Lombardo per disquisire sulla situazione e il disagio creato dal "Movimento dei Forconi" in Sicilia. Il Blocco che sta affliggendo la Sicilia e la Calabria da una settimana ha messo in ginocchio negozi, supermercati, benzinai, mercati ittici, mercati ortofrutticoli, e soprattutto ha arrecato danni ad un'economia già di per sé ai minimi storici. Per Economia intendiamo lo scambio di beni e servizi ed in particolare, quello che ha causato maggiori disagi, lo scambio di beni di prima necessità: Latte, Acqua e Benzina come l'oro.
Le code ai supermercati vuoti, le code presso distributori di benzina chiusi, un'unica speranza: riuscire a tornare alla normalità. Sono attestate risse
mercoledì 7 dicembre 2011
ARS, deputati ridotti da 90 a 70
Come preannunciato l'ARS ha ridotto il numero dei deputati da 90 a 70.
Così si legge sul sito di Davide Faraone (PD): "E’ una bella giornata perché la politica ha dimostrato buonsenso e soprattutto sintonia con il popolo siciliano. Ora dobbiamo fare di più a partire dalla rottamazione dei privilegi della legge 104 in salsa siciliana che produce baby pensionati d’oro che offendono una nuova generazione che in pensione non ci andrà mai".
[davidefaraone.it]
mercoledì 1 giugno 2011
La Reazione è partita dal Nord, seguiamone le orme.
| Giuliano Pisapia, primo cittadino di Milano |
Incredibilmente uno dei fortini del PDL è crollato. Ha ceduto all'esigenza di rinnovamento del popolo, che insegue la vera libertà: Liberarsi da un peso divenuto insostenibile, quello del centrodestra e del suo primo paladino, troppo spesso messo su di un piedistallo e sopportato ad oltranza. Il cavaliere ha perso il proprio castello, dopo aver visto cadere alleanze, militanti e amici, ha dovuto subire una sconfitta, netta, perentoria, senza possibilità di rivincita. Il sindaco di Milano, la città-stato di Berlusconi, è di sinistra. L'impensabile s'è avverato, proprio adesso, in quello stesso momento in cui gli escamotages berlusconiani si erano esauriti, anche la pazienza dei milanesi è cessata. Il popolo ha scelto l'erede delle proprie ansie, la risposta alle proprie afflizioni, Pisapia, bistrattato e calunniato pesantemente, ha colto una vittoria che ha un sapore molto forte, una vittoria senza appello. Il centrodestra, dopo aver perso per strada i finiani, viene condannato dalle urne e dai suoi stessi alleati: persino i militanti del Carroccio adesso recriminano per l'immobilismo berlusconiano; dopo le scaramucce sull'intervento armato in Libia la frattura sta diventando via via un istmo invalicabile. Invalicabile come il muro del castello Milanese, fino a domenica scorsa. Invalicabile come la fermezza con cui i napoletani hanno risposto ai compatrioti milanesi. De Magistris è la risposta all'insostenibilità della situazione partenopea: La cattiva gestione o totale noncuranza del problema dei rifiuti è stata solo la punta di un iceberg con basi solide. Tante risposte si sono succedute nella penisola, tante sconfitte per il centrodestra. Adesso, l'unico appoggio per il cavaliere proviene dalla Sicilia, terra di facili conquiste prima della DC e poi di Forza Italia e Pdl. Una terra che deve far tesoro dei predecessori Lombardi e Campani, una terra che ha bisogno di far crollare quel muro di staticità, così pesantemente indotto dal conservatorismo di uomini filoberlusconiani.
Svegliatevi siciliani, mancate solo voi.
martedì 26 aprile 2011
Marsili, Vulcano sottomarino del Tirreno che minaccia l'Europa
L'EUROPA E TUTTE LE TERRE EMERSE SOTTO SCACCO: ALTRO CHE 2012, IL 21 MAGGIO SEMBRA PLAUSIBILE!
Il Marsili, questo è il nome del vulcano sottomarino che minaccia la terra. Si trova a 150 km di distanza dalla costa della Campania, ha un'estensione maggiore di 2000 km quadrati, si eleva per più di 3 km dal fondale marino e dista 450 m dalla superficie. Il problema è serio, si è stimato che una camera molto estesa di magma si sia formata al suo interno, e non potrà essere trattenuta a lungo dalle pareti interne del vulcano che risultano essere non sufficienti a mantenerla. Un'eventuale, ma pragmaticamente possibile, eruzione del Marsili, avrebbe effetti disastrosi, non solo per l'Italia, ma per tutta l'Europa e le terre emerse. Alcune premonizioni fissano al 21 maggio la possibile eruzione e la conseguente onda generata: uno Tsunami devastante ed irrefrenabile che risucchierebbe le terre adiacenti e per molti km. A noi interessano soprattutto dati scientifici che confermano l'attività del mostro marino e le inevitabili conseguenze di una sua eruzione. La differenze tra i vulcani terrestri e il Marsili, sta nell'impossibilità di tracciare in tempo delle previsioni. L'eruzione sarebbe improvvisa e fulminante!!
Testimonianze
MILANO—«Potrebbe succedere anche domani. Le ultime indagini compiute dicono che l’edificio del vulcano non è robusto e le sue pareti sono fragili. Inoltre abbiamo misurato la camera di magma che si è formata negli ultimi anni ed è di grandi dimensioni. Tutto ci dice che il vulcano è attivo e potrebbe eruttare all’improvviso». Enzo Boschi presidente dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, pur nella cautela, ha toni preoccupati raccontando i risultati dell’ultima campagna di ricerche compiute sul Marsili, il più grande vulcano d’Europa, sommerso a 150 chilometri dalle coste della Campania. Dal fondale si alza per tremila metri e la vetta del suo cratere è a 450 metri dalla superficie del mare. La sua struttura è imponente essendo lunga 70 chilometri e larga 30. È un mostro nascosto di cui solo gli scandagli hanno rivelato il vero volto. Intorno si sono osservate diverse emissioni idrotermali con una frequenza ultimamente elevata e proprio queste, unite alla debole struttura delle pareti, potrebbero causare crolli più inquietanti della stessa possibile eruzione. Di recente sono stati registrati due eventi, per fortuna contenuti. «La caduta rapida di una notevole massa di materiale — spiega Boschi — scatenerebbe un potente tsunami che investirebbe le coste della Campania, della Calabria e della Sicilia provocando disastri». Nel cuore del Marsili gli strumenti hanno dato un volto alla camera di magma incandescente che si è formata e che oggi raggiunge le dimensioni di quattro chilometri per due: è come una pentola ribollente con il coperchio ben tappato. Il Marsili è da anni un sorvegliato speciale per alcuni segni lanciati.
[altrainformazione, 2011]
«URANIA» - La sua storia si confonde nel tempo e non si sa quando sia avvenuta l’ultima eruzione: di certo in epoche lontane. Ma proprio i segnali emessi hanno indotto a studiarlo e l’ultima campagna iniziata in febbraio con la nave oceanografica Urania, del Cnr, ha fatto aumentare la preoccupazione. Le frane rilevate indicano una instabilità impossibile da ignorare. «Il cedimento delle pareti — nota Boschi — muoverebbe milioni di metri cubi di materiale, che sarebbe capace di generare un’onda di grande potenza. Gli indizi raccolti ora sono precisi ma non si possono fare previsioni. Il rischio è reale e di difficile valutazione ». La ragione sta nella situazione in cui si trova il vulcano. L’Etna in questi anni è stato tappezzato di strumenti in grado di avvisare se un’eruzione è imminente, almeno con un certo margine di preavviso. Il Marsili non solo è sommerso ma è privo di queste sonde pronte ad ascoltare le sue eventuali cattive intenzioni. Bisognerebbe installare una rete di sismometri attorno all’edificio vulcanico collegati a terra ad un centro di sorveglianza. Ma tutto ciò è al di fuori di ogni bilancio di spesa. Con le risorse a disposizione si collocherà qualche nuovo strumento ma non certo la ragnatela necessaria. «Quello che serve — conclude Boschi—è un sistema continuo di monitoraggio, per garantire attendibilità. Ma è costoso e complicato da realizzare. Di sicuro c’è che in qualunque momento potrebbe accadere l’irreparabile e noi non lo possiamo stabilire».
[altrainformazione, 2011]
lunedì 18 aprile 2011
Palermo Araba, pianta della città
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| est |
domenica 17 aprile 2011
Ruggero II e lo splendore di Palermo
Ruggèro II
d'Altavilla, re di Sicilia (? 1095-Palermo 1154). Dopo il brevissimo dominio del fratello Simone (1101-03), succedette nella contea di Sicilia al padre Ruggero I, sotto la tutela della madre Adelaide degli Aleramici di Monferrato. Alla morte di Guglielmo (1127), duca di Puglia, si appropriò della successione riunendo tutti i domini normanni. La formazione di un grande Stato preoccupò il papa Onorio II che, raccogliendo i malcontenti guidati da Roberto II di Capua, cercò con le armi e le scomuniche di impedirglielo; ma Ruggero II lo vinse e lo costrinse a investirlo del ducato (1128). Ridusse all'obbedienza i vassalli e in un'assemblea a Melfi (1129) affermò la propria sovranità. Alla morte di Onorio (1130) appoggiò Anacleto II, eletto dai Pierleoni, contro Innocenzo II, eletto dai Frangipane, e da Anacleto ebbe il titolo di re di Sicilia. Un legato di Anacleto lo incoronò solennemente a Palermo (Natale 1130). Quando le contese tra i due papi condussero l'imperatore Lotario II di Supplimburgo, sostenitore di Innocenzo II, per la seconda volta in Italia, la Puglia e la Campania furono in parte occupate dalle truppe imperiali e dagli alleati (1136); ma appena Lotario si ritirò, Ruggero II, che si era intanto rifugiato in Sicilia, sbarcò a Salerno e attaccò i feudatari ribelli, alleati di Innocenzo II e dell'imperatore. La morte di Anacleto (1138) lo privò di un valido appoggio, ma alla fine ebbe ragione dei feudatari e del papa che sconfisse e fece prigioniero sul Garigliano (1139), ottenendo col Trattato di Mignano il riconoscimento del regno. Le lotte sulla terraferma non lo distrassero dagli interessi sul mare. Come il padre, comprese che il possesso dell'isola implicava il predominio del Mediterraneo centrale. Pertanto fece guerra agli Arabi (conquistò Gerba, 1135; Tripoli, 1146; Gabès, 1148; Bona, 1152) e all'imperatore d'Oriente (1147; occupò Corfù e saccheggiò Corinto, Atene, Tebe, Negroponte). Anche nell'organizzazione del regno seguì le direttive paterne: fu tollerante degli usi, delle consuetudini e delle religioni delle diverse popolazioni che abitavano l'isola, ma instaurò un governo forte e accentrato. Favorì l'economia, la cultura, le arti e le scienze. A Palermo, centro d'incontro della civiltà greca, araba e latina, convennero letterati, filosofi e scienziati da tutta l'Europa. Le leggi e il catasto (1144) testimoniano la saggezza della sua amministrazione, lo splendore delle chiese e di altri edifici la florida civiltà dell'isola.
Sapere.it
Palermo: Castello a Mare
Il Castello a Mare si erge, nella forma in cui oggi è ancora possibile ammirarlo (per la verità molto modesta per via di numerose demolizioni), all'estremità Nord-ovest di Palermo, sulla penisoletta formata dall'insenatura della Cala. Edificato dagli Arabi, era un vero e proprio fortino difensivo: la prima fortificazione difensiva in opposizione agli attacchi via mare.
Pisani, Veneziani ecc.. avevano la possibilità di navigare fin sotto le mura Ovest della città: infatti, il golfo della cala, diversamente dall'estensione odierna, giungeva fino all'attuale Via Roma, dove l'incontro dei due fiumi che circondavano Balarm (questo il nome di Palermo nella pronuncia araba), il Papireto a Nord ed il Kemonia a Sud, creavano una conca in cui era facile sbarcare. Il Castello a Mare oggi presenta numerose differenze rispetto alla sua edificazione (intorno la metà del IX sec. a.C.) poiché nel corso dei secoli ha dovuto subire numerosi bombardamenti e demolizioni. Da Torre-Fortezza, nel XVI sec., divenne residenza dei viceré di Sicilia e in seguito sede siciliana del Tribunale dell'Inquisizione. Numerose costruzioni di segrete e fossati difensivi risalgono proprio a quel periodo. Ri-assunta la funzione difensiva con i Borboni, il Castello subì cospicui attacchi e smantellamenti. Parzialmente demolito con cariche di dinamite per ampliare il porto di Palermo nel 1923, subì ulteriori danni durante la seconda guerra mondiale.
A tutt'oggi sono riscontrabili elementi architettonici ed artistici ascrivibili all'epoca Arabo-Fatimita (i resti del grande Maschio) e Normanna (il torrione).
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